Cos’è lo Storytelling?

Avete mai ascoltato una storia alla luce di un camino o di un falò estivo? Lo Storytelling è proprio questo: l’arte di raccontare una storia a voce, senza averla prima imparata a memoria parola per parola, ma conoscendo solo la sequenza di episodi che la compongono.
Il narratore ha nella sua mente delle immagini e, attraverso le proprie parole e il proprio corpo, trasmette quelle immagini a chi lo ascolta.
E’ un arte performativa che si nutre della presenza delle persone ed è un’arte che rispetta l’immaginazione di chi ascolta: a differenza del teatro o del cinema, il narratore non finge di essere qualcosa che non è, ma lo racconta e attraverso le sue parole lo spettatore è libero di immaginare la propria versione.

 

Perchè allora “storytelling” e non “narrazione orale”?

Ottima domanda!

La parola inglese “storytelling” significa proprio “narrazione di una storia” e il suo utilizzo nei paesi anglofoni sembra più che legittimo. Ci sono, però, gruppi di “storytelling” sparsi per tutto il mondo, anche in paesi in cui l’inglese non è lingua nazionale. Perché usano la parola “storytelling” e non il termine corrispondente nella loro lingua locale?
Molti gruppi lo fanno per identificarsi con un movimento culturale globale chiamato “storytelling revival”. Questo movimento ha avuto inizio negli Stati Uniti nella seconda metà del Novecento. Il suo obbiettivo era quello di recuperare la tradizione dei cantastorie, un arte antichissima esistita praticamente in tutti i paesi del mondo ma che, quasi ovunque, si era interrotta.
Usare la parola “storytelling” significa essere coscienti di fare parte di una nuova era della tradizione orale. Inoltre, dato che è una parola adottata in tutto il mondo, porta con sé la consapevolezza di essere parte di una grande comunità che va oltre i propri confini nazionali.

 

Ma lo Storytelling non è un concetto del marketing?

No, semmai è uno strumento di cui il marketing fa uso. Nel mondo italiano del marketing (che, lo sappiamo, ha un debole per le parole inglesi) la parola “storytelling” viene utilizzata per indicare l’inserimento di elementi narrativi o di una storia in determinati prodotti (campagne pubblicitarie, presentazioni aziendali e altro). Lo “storytelling” come arte performativa non c’entra niente con tutto questo.

 

Che storie si raccontano quando si fa Storytelling?

Lo Storytelling Revival ha posto molta attenzione al racconto di storie della tradizione folk, ma in realtà non importa quale sia la loro fonte: possono essere storie folk, ma anche storie di famiglia, racconti o fiabe lette in passato, aneddoti o storie personali, storie inventate in prima persona. La cosa importante è raccontare a voce per far gustare la storia a chi la ascolta.

 

Il Salotto di Storytelling … Cioè?

 

Come funziona un salotto di storie?

Si arriva nel luogo concordato, solitamente in orario aperitivo, si mangia e si beve in un ambiente informale e poi si cominciano a raccontare storie. Il cibo viene preparato in casa ed è sempre buono e abbondante. L’opzione vegetariana è garantita (ne abbiamo dei rappresentanti nel gruppo, quindi non temete amici erbivori).

Che storie si raccontano?

Ogni incontro ha un tema. Nella sezione Eventi sono elencati tutti i nostri salotti fino a oggi, così ci si può fare un’idea dei temi su cui ci siamo divertiti a raccontare.

Chi è che racconta?

L’associazione conta varie persone amanti delle storie che non vedono l’ora di raccontare al Salotto (scoprili nella sezione Storytellers), ma il salotto è aperto a tutti, tutti possono raccontare una storia se lo desiderano. Non è obbligatorio, ovviamente, ma se una persona desidera raccontare è un bellissimo regalo per tutte le persone presenti. Il Salotto di Storytelling non è uno spettacolo, ma un ritrovo informale fra persone che amano le storie. L’unico vincolo è quello di rispettare il tema (e possibilmente di non superare i 10/15 minuti per lasciare spazio a tutti i partecipanti).

Quanto costa?

L’ingresso comprende il buffet (ovviamente) ed è a offerta (dai 5 euro in su).

Ogni quanto si svolge?

Narrazena organizza un salotto ogni mese, solitamente di venerdì o nel fine settimana.

Dove si svolge?

Il salotto si può svolgere in case private o in luoghi pubblici. Il luogo dell’evento viene deciso di volta in volta e comunicato insieme al tema.

Come si fa a ospitare un salotto?

Chiunque ha partecipato a un salotto può scegliere di ospitarne uno a sua volta. Basta parlare con uno degli organizzatori a fine serata.
Se, invece, sei un privato con una casa fornita di un salone in cui entrino una ventina di persone  oppure hai un locale o un’attività e ti piace l’idea di riempire le tue stanze di cantastorie, consulta la pagina Contatti e scrivici, telefonaci, mandaci un piccione viaggiatore.

Quanto dura un salotto?

Di solito una sessione di Storytelling dura un paio d’ore a seconda di quanti sono i partecipanti.

A chi è venuta l’idea del Salotto di storytelling?

L’idea del “Salotto di storie” appartiene all’associazione romana Raccontamiunastoria, la prima associazione a proporre in Italia questo tipo di eventi (molto diffusi nel mondo anglosassone).